Saggezza e quotidianità

di Mario Palermo

 

E’ noto a molti quanto sia difficile trovare le parole giuste al momento giusto.

Per questo abbiamo perfezionato nel tempo un sistema molto semplice e sintetico confezionando modi di dire, proverbi, aforismi o meditazioni, utili per esprimere molto con poche parole. Sarà da queste pillole di saggezza che partiranno le nostre brevi ma intense escursioni sul quotidiano. L’insieme di proverbi, assiomi o meditazioni che adottiamo nell’esprimerci, raccontano in breve ciò che ha reso saggi i popoli: l’esperienza.

Saggezza e quotidianità - di Mario PalermoFrequentemente li usiamo rivolti a qualcuno e sempre più di rado li adottiamo per il nostro quotidiano. Forse perché riteniamo che siano sempre gli altri ad averne maggior bisogno, in quanto a noi, noi abbiamo già dato. Indulgiamo a pensieri del tipo “io so come vanno certe cose” o “a me certe cose non capiteranno mai” o anche “a me lo vengono a dire? Ne ho viste tante io…”

Ognuno di noi si porta dietro una serie di convinzioni alla luce delle quali rischia di agire in modo pericolosamente ripetitivo. In un’epoca come la nostra, dove la normalità è un’eccezione e il cambiamento è divenuto regola, abbiamo costantemente bisogno di confronto. Capire cioè se il nostro agire quotidiano funziona ancora o se sia necessario cambiare.

E cambiare è facile? Qualcuno disse che “è più facile perdere un regno che un’abitudine”. Certo cambiare è difficile, ce lo dimostra il mondo animale, dove chi riesce ad adattarsi ai mutamenti sopravvive, mentre chi non ci riesce si estingue.

Nel mondo del lavoro siamo un po’ come nel mondo animale. Se non riusciamo ad evolverci verso nuove direzioni, ad emanciparci da convinzioni ormai datate, a liberare nuove forme di pensiero, se non riusciamo a cambiare abitudini quotidiane, rischiamo l’estinzione, quella professionale chiaramente.

Ci capita frequentemente di soffrire e subire gli eventi invece di tentare almeno di governarli.

Soffriamo i cambiamenti, rifiutiamo problemi e diveniamo inappetenti alle sfide del quotidiano, agli obiettivi di lungo respiro. Il nostro più significativo appetito finisce per essere il bramato fine settimana, mai troppo lungo per essere gustato al meglio.

 

Come fare allora?

Se abbiamo detto che cambiare è difficile, non possiamo prenderla alla leggera e concludere che si è come si è e poi il resto si vedrà.

Non si può lasciar perdere dopo qualche tentativo andato male.

Non conviene pensare che se qualcuno, incontrandoci nuovamente dopo anni, ci dice “non sei cambiato affatto” si stia necessariamente riferendo al nostro aspetto fisico. Potrebbe non essere un gran complimento.

Qualche domanda bisogna pur porsela.

Qualche sforzo possiamo ancora farlo. Meritiamo altre occasioni. E’ necessario provare e riprovare, animandosi di volontà e coraggio senza perdere lucidità e direzione. Siamo ancora in tempo per organizzarci e per riappropriarci del nostro quotidiano lavorando più ispirati e meno pressati.

 

Per informazioni sull’acquisto: info@metaformazione.it

 

 

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