E così il mondo si è riempito di sales promoter, sales rappresentative, sales account, key account, funzionari commerciali, consulenti di vendita, addetti alle relazioni con la clientela. Tutte persone che potrebbero rimanerci male e sentirsi sminuite se qualcuno dicesse loro: “Ma allora tu fai il venditore!” Che cosa c’è alla radice di questo non voler chiamare per nome il mestiere di vendere? Perché si sente la necessità di costruirci sopra definizioni a volte oscure a altre volte semplicemente improbabili?

Sei fiero di essere un venditore?

di Bruno Bettenzani   “Io non vendo, propongo”, mi disse tempo fa un giovane venditore (ma a questo punto non sono del tutto sicuro di poterlo chiamare così) che avevo fra i miei partecipanti a un training di vendita. Gli chiesi garbatamente per quale ragione avesse scelto di partecipare a un percorso formativo sulla vendita. Leggi di piùSei fiero di essere un venditore?[…]

sette responsabilità del manager

Video intervista a Mario Palermo “LE SETTE RESPONSABILITA’ DEL MANAGER”

  LE SETTE RESPONSABILITA’ DEL MANAGER   Manager responsabili: abili a dare risposte. Ma a quali esigenze? Sette, tra le tante, che un manager responsabile dovrebbe capire, conoscere e alle quali dovrebbe saper dare risposte concrete e puntuali.        

Quando si dice che “la preparazione è la chiave del successo”, ci si riferisce precisamente alla capacità di organizzare la buona riuscita di un’azione o di un percorso con disciplina e metodo.

I compiti a casa

di Bruno Bettenzani   Non eravamo entusiasti dei compiti a casa quando andavamo a scuola e non vedevamo di buon occhio gli insegnanti che ci “caricavano” di lavoro che consideravamo extra. E tuttavia, con lo sguardo della maturità e della consapevolezza,  non possiamo negare che la nostra formazione, la costruzione di un’abitudine alla fatica e Leggi di piùI compiti a casa[…]

Scrivere è un’azione molto concreta e così importante da poter determinare la qualità dei risultati di vendita. Credo anzi si possa dire che un venditore che non scrive non è un buon venditore.

Scrivere

di Bruno Bettenzani   I venditori, si sa, non amano scrivere. Da alcuni mi sono sentito dire che se ne avessero avuto voglia avrebbero scelto di fare gli impiegati. Siccome, invece, sono uomini d’azione, preferiscono concentrarsi su qualcos’altro. L’osservazione mi ha fatto riflettere e mi sono chiesto se anche scrivere non sia un’azione e se Leggi di piùScrivere[…]

Mi sono reso conto che le spiegazioni più ricorrenti contengono, quasi invariabilmente, espressioni come “un venditore serio è uno di cui ci si possa fidare”.

Parliamone seriamente

di Bruno Bettenzani   Accade spesso di sentir citare la “serietà” fra le caratteristiche che un venditore dovrebbe esprimere. Benché molti usino volentieri questo termine, è piuttosto difficile comprendere che cosa intendano. Ne è prova il fatto che, alla richiesta di una spiegazione, le risposte sono alquanto generiche, per non dire vaghe. Ne risulta così Leggi di piùParliamone seriamente[…]

Che cosa cercano i Clienti con i quali entriamo in contatto ogni giorno? Cercano ovviamente un buon prodotto e un servizio rapido, efficiente ed efficace. Potremmo dire in due parole che cercano qualità.

Verso una nuova frontiera della qualità

di Bruno Bettenzani   Che cosa cercano i Clienti con i quali entriamo in contatto ogni giorno? Cercano ovviamente un buon prodotto e un servizio rapido, efficiente ed efficace. Potremmo dire in due parole che cercano qualità. E chi di noi non la desidera? Se andiamo ad acquistare un qualsiasi prodotto chiediamo che il rapporto Leggi di piùVerso una nuova frontiera della qualità[…]

Vincere la paura di parlare in pubblico può essere molto difficile e sarebbe un errore pensare che questa difficoltà non riguardi i venditori. Anche fra loro c’è chi, pur sentendosi perfettamente a proprio agio in un colloquio con uno, due o anche tre clienti, cade in preda al panico al solo pensiero di dover parlare davanti a un pubblico di una trentina di persone o anche meno.

Davanti al pubblico: dal timore all’efficacia

di Bruno Bettenzani     Esistono persone che se dovessero scegliere fra parlare in pubblico e camminare sui carboni ardenti non avrebbero dubbi: si farebbero una bella camminata sulla superficie fumante,  pur sapendo che l’esperimento può comportare qualche rischio e non lasciare indenni le piante dei piedi, come peraltro è recentemente accaduto.   Vincere la Leggi di piùDavanti al pubblico: dal timore all’efficacia[…]

L'alfabeto della vendita - Un tempo si pensava che la qualità più apprezzabile di un venditore fosse la loquacità: più parlava e più era bravo. Era la mitica figura del venditore d’assalto, buon conoscitore del suo prodotto, ma poco o nulla interessato alle esigenze del cliente, che infatti non conosceva. Parlava molto di sé, faceva poche domande, interrompeva spesso. In questo modo, credeva di avere la situazione sotto controllo. In realtà, non controllava nulla, perché non aveva capito quel che era essenziale capire: i bisogni del cliente.

L’alfabeto della vendita – parte 2

di Bruno Bettenzani       Determinazione Il verbo da cui trae origine questa parola è “determinare”. Questo ci dice che solo chi ha determinato con lucidità ciò che desidera ottenere può essere realmente deciso nel conseguirlo. Saper quel che si vuole è la prima condizione (necessaria anche se non sufficiente per ottenerlo). La determinazione Leggi di piùL’alfabeto della vendita – parte 2[…]

L'alfabeto della vendita - Un tempo si pensava che la qualità più apprezzabile di un venditore fosse la loquacità: più parlava e più era bravo. Era la mitica figura del venditore d’assalto, buon conoscitore del suo prodotto, ma poco o nulla interessato alle esigenze del cliente, che infatti non conosceva. Parlava molto di sé, faceva poche domande, interrompeva spesso. In questo modo, credeva di avere la situazione sotto controllo. In realtà, non controllava nulla, perché non aveva capito quel che era essenziale capire: i bisogni del cliente.

L’alfabeto della vendita – parte 1

di Bruno Bettenzani     Ascolto Un tempo si pensava che la qualità più apprezzabile di un venditore fosse la loquacità: più parlava e più era bravo. Era la mitica figura del venditore d’assalto, buon conoscitore del suo prodotto, ma poco o nulla interessato alle esigenze del cliente, che infatti non conosceva. Parlava molto di Leggi di piùL’alfabeto della vendita – parte 1[…]

L'abito non fa il monaco - ...mi sono sentito ripetere molte volte che “l’abito non fa il monaco” e credo di poter dare il mio contributo a fare chiarezza su un argomento che, se non fondamentale – anche se io ritengo che lo sia – è senz’altro importante: l’immagine del venditore.

L’abito non fa il monaco. O no?

di Bruno Bettenzani   “Le è mai capitato di essere stato fregato da uno che indossava giacca e cravatta?”   La domanda mi è stata posta da un venditore il quale cercava di farmi capire che l’abbigliamento, nell’attività di vendita, non è importante. Anzi, diceva, quanto più un venditore è elegante, tanto più i clienti Leggi di piùL’abito non fa il monaco. O no?[…]

Fare una formazione seria in questi tre ambiti equivale a stipulare una polizza assicurativa contro l’insuccesso.

Formazione: Facciamo il punto

Intervista a Bruno Bettenzani    D: Libri, manuali, test, corsi più o meno seri di formazione delle risorse umane, dal manager al magazziniere, se ne sente parlare quotidianamente. Come orientarsi?    R: E’ presto detto: la formazione è un investimento e deve produrre risultati. Il risultato più importante che è lecito attendersi da un percorso Leggi di piùFormazione: Facciamo il punto[…]

Non sempre le scelte si rivelano giuste e non sempre per ragioni legate agli altri o al territorio, quanto per la nostra capacità di esperire situazioni, luoghi e rapporti con gli altri con consapevolezza, profondità e forte motivazione a farlo.

Perché dovremmo?

di Mario Palermo   Fare formazione è come fare un viaggio. Ci si chiede perché partire e quale meta prediligere. Talvolta scegliamo di visitare posti nuovi, altre volte decidiamo per mete già visitate. Forse in passato ci è capitato di porre qualche resistenza all’idea del nostro partner o dell’amica del cuore di andare nuovamente a Leggi di piùPerché dovremmo?[…]

Esiste tuttavia un denominatore comune alla vendita in molti settori merceologici che suona più o meno così: più contatti, più vendite.

Azione!

di Bruno Bettenzani   Probabilmente ciò che troverete scritto in questo articolo non riguarda qualsiasi tipo di vendita, o almeno non tutti i tipi allo stesso modo. Esiste tuttavia un denominatore comune alla vendita in molti settori merceologici che suona più o meno così: più contatti, più vendite.     Le cose stanno più o Leggi di piùAzione![…]

Informato, preparato, possibilmente colto. Una persona profonda, che tutti vorrebbero incontrare e con la quale e piacevole parlare, e non perché racconta amenità o barzellette più o meno attuali, ma perché dice cose interessanti e che fanno pensare. Cosi dovrebbe essere il venditore professionista.

E tu, quando leggi?

di Bruno Bettenzani   Informato, preparato, possibilmente colto. Una persona profonda, che tutti vorrebbero incontrare e con la quale è piacevole parlare, e non perché racconta amenità o barzellette più o meno attuali, ma perché dice cose interessanti e che fanno pensare. Cosi dovrebbe essere il venditore professionista. E ovvio che queste caratteristiche non sono Leggi di piùE tu, quando leggi?[…]

Time management - Esistono persone che nel lavoro riescono a trovare fattori di motivazione e di realizzazione straordinari e, indipendentemente dalla loro funzione, si applicano nel quotidiano lavorativo con anima e passione.

La lezione di Sparta

di Mario Palermo   Le ultime statistiche sulla fedeltà delle persone al lavoro e all’azienda forniscono un’allarmante evidenza. Ci indicano senza ombra di dubbio che si è perso quello spirito di appartenenza, quel senso di identità aziendale che hanno vissuto più intensamente coloro che sono passati per il lavoro durante il boom economico degli anni Leggi di piùLa lezione di Sparta[…]

Qualcuno ha scritto che non sono le cose che ci accadono che ci procurano stress, ma l’interpretazione che noi ne diamo. Si tratta di un’ipotesi in prima battuta difficile da accettare e tuttavia ognuno di noi ha avuto più volte l’occasione di verificarne personalmente la fondatezza. Quante volte, infatti, ci è capitato di percepire e di vivere in modo radicalmente diverso situazioni del tutto simili?

Le cause dello stress: fuori o dentro di noi?

di Bruno Bettenzani   Che cosa ci procura stress? “Questo lavoro mi stressa…” “Lui mi stressa…” “Questa storia mi ha stressato…” Quante volte abbiamo pronunciato o ascoltato frasi come queste? Che cosa c’è di vero e di sensato in questo modo di esprimersi? Gli eventi esterni, i comportamenti di altre persone, i problemi e le Leggi di piùLe cause dello stress: fuori o dentro di noi?[…]

Dalla Sicilia all’Alto Adige, la domenica pomeriggio ricorre nei lavoratori un ritornello tipico dei tempi: “uffa, domani si ritorna al lavoro!” Tale frase non è soltanto un modo di dire, perché è sempre più evidente che chi lavora, spesso si ritrova a subire e dunque soffrire le otto ore in azienda.

Dal fare all’essere

di Mario Palermo   Fare o essere? Questo è il dilemma! Se sia più giusto subire i dardi della noia e dell’insensatezza di un lavoro, o nobilmente abilitante riconoscerne l’anima e la profonda ragion d’essere. Dalla Sicilia all’Alto Adige, la domenica pomeriggio ricorre nei lavoratori un ritornello tipico dei tempi: “uffa, domani si ritorna al Leggi di piùDal fare all’essere[…]

Quella che segue vuole essere una check list di autoanalisi del lavoro di gruppo. Ma un gruppo è fatto di persone, non è un’entità astratta. Le domande che seguono sono dunque rivolte in prima battuta a chi ha responsabilità di conduzione e in secondo luogo ad ogni singolo partecipante.

Come stiamo lavorando?

  Quando si lavora in gruppo, quando ci si riunisce per analizzare problemi e prendere decisioni, ci si accontenta di aver raggiunto, quando accade, un buon risultato. Il solo parametro su cui ci si concentra è l’aver deciso oppure no, l’aver avuto idee efficaci oppure no. Questo è un parametro certamente importante, tuttavia occorre tener Leggi di piùCome stiamo lavorando?[…]

i venditori, sotto la pressione del pessimismo, dello scoraggiamento, della valanga di chiacchiere sulla crisi e delle percezioni che tutto questo parlare provoca, si convincono che non vi è modo di reagire alla situazione e rendono molto meno di quanto potrebbero rendere.

C’è la crisi. E allora?

di Bruno Bettenzani   In periodi di crisi, quelli che i venditori definiscono “i momenti difficili”, le vendite diminuiscono in genere più di quanto dovrebbero. Questa affermazione va spiegata, perché qualcuno potrebbe obiettare che le vendite scendono nella misura in cui accade che scendano, punto e basta. Se sono scese, per esempio, del 10%, ciò Leggi di piùC’è la crisi. E allora?[…]

Consiste innanzitutto nel risvegliare nelle persone le potenzialità e l’energia che esse posseggono e di cui non si sono ancora rese consapevoli. Non si tratta perciò di riempire dei vasi vuoti, ma di tirar fuori da dei vasi pieni ciò che essi, almeno in larga parte, già contengono. Il lavoro di un formatore di successo, più che a quello di un docente, assomiglia a quello di un allenatore che, mostrando concrete possibilità di cambiamento e di azione, stimola e spinge al raggiungimento di traguardi sempre più elevati.

Formazione: il futuro è già qui

di Bruno Bettenzani   “E’ più facile perdere un regno che un’abitudine!” ha detto Enrico IV. Aveva ragione: le abitudini, soprattutto quelle cattive, sono dure a morire e la formazione dovrebbe servire proprio a superare questa resistenza. Il che equivale a dire che per imparare bisogna prima disimparare. Ma la formazione, quella che abitualmente si Leggi di piùFormazione: il futuro è già qui[…]

Il giorno perfetto- articolo sul Time Management: Molto più realisticamente viviamo le nostre giornate alternando momenti si a momenti no; certo, a bilancio fatto, sarebbe desiderabile per tutti scoprire che ciò che ha funzionato pesa di più di ciò che non è andato come nei piani.

Il giorno perfetto

di Mario Palermo   Esiste il giorno perfetto? Secondo le ricerche ed il tormentato percorso dei perfezionisti, si. È quel giorno dove tutto funziona a meraviglia.   Ci si alza dalla parte giusta del letto, si trova un invitante tavolo imbandito per una perfetta colazione. Per le scale di casa si incontra il vicino radioso Leggi di piùIl giorno perfetto[…]

Management - “Il fatto è che qui si parla tanto di change management, ma noi siamo lontani anni luce.” “E’ il team che non è unito. E’ una questione di vision. Anche le job description non sono chiare.”

Parola di manager

di Bruno Bettenzani     “Non so se riusciremo a stare nel budget. Il sell in non funziona e neppure il sellout.” “Certo il trend non è favorevole. In ogni caso sto programmando un’azione di recall.” “Almeno avessimo le idee chiare sul break even!” “Eppure il business plan parlava chiaro!” “Bisognerebbe organizzare un meeting, magari Leggi di piùParola di manager[…]

Management: Coinvolgere il capo in prima persona. Con quale formazione? Con un programma che, mentre il collaboratore sta sviluppando le sue capacità di vendita, sviluppi le sue attitudini manageriali (e ciò indipendentemente dal numero di collaboratori che dirige) e che...

Se non si parte dall’alto

di Bruno Bettenzani     “E’ più facile perdere un regno che un’abitudine!” ha detto Enrico IV.   Aveva ragione: le abitudini, soprattutto quelle cattive, sono dure a morire e la formazione serve proprio a superare questa resistenza. Se non c’è cambiamento, a che cosa è infatti servita la formazione? A nulla!   Probabilmente, se Leggi di piùSe non si parte dall’alto[…]

Che cosa cercano i Clienti con i quali entriamo in contatto ogni giorno? Cercano ovviamente un buon prodotto e un servizio rapido, efficiente ed efficace. Potremmo dire in due parole che cercano Qualità.

La relazione: nuova frontiera della qualità

di Bruno Bettenzani   Che cosa cercano i Clienti con i quali entriamo in contatto ogni giorno? Cercano ovviamente un buon prodotto e un servizio rapido, efficiente ed efficace. Potremmo dire in due parole che cercano Qualità.   E chi di noi non la desidera? Se andiamo ad acquistare un qualsiasi prodotto chiediamo che il Leggi di piùLa relazione: nuova frontiera della qualità[…]

E allora, qual è il nesso tra l’arte e l’azione? Il nesso è quel passaggio straordinario, quel momento unico, quell’attimo irripetibile in cui il pensiero e l’emozione generano l’input all’azione. Qualcuno dice che l’identità dell’essere umano sia proprio quel lasso di tempo, a volte pochi istanti, nel quale l’uomo decide di agire. Siamo ciò che decidiamo di essere.

Agire!

di Mario Palermo   L’anima cresce, come il corpo, con l’esercizio, essa cresce, come il corpo, con il movimento. La vita è movimento, il movimento è vita. Vassily Kandinsky   Questo noto pittore del novecento  è stato il fondatore dell’arte astratta, e lascia stupiti il fatto che possa avere scritto un adagio come questo. Ad Leggi di piùAgire![…]

Ascoltare è un’operazione assai più complessa di quanto sembri. Costa impegno ed esige interesse e concentrazione. Anche qui vale l’osservazione di prima: non è particolarmente difficile interessarsi a cose interessanti. La difficoltà, e a volte la fatica, sta nell’interessarsi a ciò che ci interessa meno.

Capire e farsi capire

di Bruno Bettenzani   Non è particolarmente difficile capire chi è bravo nel farsi capire. Come non è difficile farsi capire da chi afferra  rapidamente e senza difficoltà concetti e parole. Può dirsi un buon comunicatore chi riesce a far comprendere i suoi messaggi anche da coloro che in genere non sono tanto rapidi nel Leggi di piùCapire e farsi capire[…]

CON L’ACQUA ALLA GOLA. IL DECALOGO DEL BUON NUOTATORE di Andrea Bettenzani -Tuffati. Ora che sei venuto a conoscenza di alcune dinamiche del nuoto, non ti resta altro da fare che tuffarti. Aristotele era solito dire: “Se vuoi diventare un bravo suonatore di cetra, comincia suonando la cetra”. Se vuoi metterti alla prova, nuota. Bracciata dopo bracciata senti l’acqua che ti circonda e il silenzio che ti sovrasta.

CON L’ACQUA ALLA GOLA. Il decalogo del buon nuotatore

di Andrea Bettenzani   Premessa: Si fa largo uso, parlando di formazione, di metafore sportive di ogni genere. Il riferimento solitamente va a tutti gli sport di squadra in cui ogni elemento dà il suo contributo per il raggiungimento di un obiettivo ambizioso. La squadra di calcio che vince il campionato sul filo del rasoio Leggi di piùCON L’ACQUA ALLA GOLA. Il decalogo del buon nuotatore[…]

MOTIVARE: IL MESTIERE DEL CAPO. Motivazione è una parola che ricorre spesso sulle labbra di chi guida le persone. Non sempre, però, è pronunciata a proposito così come guidare non sempre equivale a motivare.

Motivare: il mestiere del capo

di Bruno Bettenzani   Motivazione è una parola che ricorre spesso sulle labbra di chi guida le persone. Non sempre, però, è pronunciata a proposito così come guidare non sempre equivale a motivare. Anzi, chi crede di motivare, compie a volte un’azione totalmente diversa, come, per esempio, manipolare, imporre o addirittura costringere.   Che cosa Leggi di piùMotivare: il mestiere del capo[…]

Vendere con successo - Articolo: Come diventare un venditore sprovveduto in 10 mosse

Come diventare un venditore sprovveduto in 10 mosse

di Andrea Bettenzani   Prima di intraprendere il viaggio alla scoperta dei principi fondamentali che ci aiuteranno a diventare un perfetto venditore sprovveduto, alcune indicazioni. Dobbiamo, in prima battuta, accettare un principio fondamentale: diffidate di chi vi chiede di allenarvi e prepararvi attentamente prima di intraprendere qualsiasi azione. Piuttosto, ciò che vi chiedo è un Leggi di piùCome diventare un venditore sprovveduto in 10 mosse[…]

La forma migliore di ascolto nella quale, se vogliamo, possiamo fin da subito cominciare ad allenarci è l’ASCOLTO EMPATICO. Nulla a che vedere con “simpatico” o “antipatico”. Empatia significa: DESIDERIO E CAPACITA’ DI ENTRARE NELLA PROSPETTIVA DELL’ALTRO.

Ascoltare: un’arte rara e difficile – 2^ parte

di Bruno Bettenzani   (leggi la prima parte) La forma migliore di ascolto nella quale, se vogliamo, possiamo fin da subito cominciare ad allenarci è l’ascolto EMPATICO. Nulla a che vedere con “simpatico” o “antipatico”. Empatia significa: DESIDERIO E CAPACITA’ DI ENTRARE NELLA PROSPETTIVA DELL’ALTRO. Capacità di sentire come l’altro e dunque capacità di comprendere Leggi di piùAscoltare: un’arte rara e difficile – 2^ parte[…]

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