Nel mondo di oggi, così legato ai valori concreti e materiali, c'è ancora posto per la spiritualità? O meglio: ha ancora senso la spiritualità?
Si sente, molto spesso, parlare di sette e di comunità religiose. "Guru" e santoni raccolgono interesse e consensi in tutti i paesi del mondo, dai più poveri a quelli maggiormente progrediti. Sembra anzi che proprio nei paesi più ricchi ed evoluti ci sia sete di spiritualità, anche se al tempo stesso scema il numero di fedeli praticanti.
Come si conciliano queste opposte tendenze? Che cosa significa questo complesso fenomeno sociale?
Non è semplice dare una risposta a questi interrogativi. Alcuni studiosi ritengono che il mondo, travolto nei passati decenni dalla smania di novità tecnologiche e scientifiche, stia nuovamente marciando verso forme magari disordinate di spiritualità. Altri pensano che sia il timore della guerra e delle catastrofi nucleari a determinare il ritorno di forme religiose. E' probabile che entrambe le teorie contengano una parte di verità, ed è anche possibile che la coscienza collettiva cerchi appoggio nel trascendente per esorcizzare la mai sopita paura dell'ignoto.
E voi, come vi ponete rispetto a questo problema? Pensate che religione e spiritualità siano esigenze connaturate con l'uomo oppure le assimilate a "mode" passeggere quanto ricorrenti?
Questo test vi offre la possibilità di stabilire fino a che punto siete sensibili al concetto di spiritualità.
PUNTEGGIO E VALUTAZIONE:
Controllate a quale colonna appartiene la maggior parte delle risposte e leggete poi la valutazione.
Domanda nr. |
I |
II |
III |
1 |
c |
b |
a |
2 |
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3 |
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4 |
c |
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5 |
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6 |
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8 |
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a |
9 |
a |
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10 |
a |
b |
c |
La maggior parte delle vostre risposte appartiene alla
I colonna:
Siete profondamente spirituali anche se non mettete in pratica, come potreste, questo vostro potenziale. Avete conservato dentro di voi uno "spazio sacro" in cui la spiritualità ha la sua ragione di essere ed impronta gli avvenimenti della vostra vita, cui dà una particolare significatività. E' proprio della vostra realtà personale dare ad ogni cosa, ad ogni persona, ad ogni animale una particolare significatività insolita alla maggior parte delle persone. Avete un rapporto diretto con il cosmo, perché avvertite in voi la presenza di ciò che è celeste, del sacro, di Dio, qualunque nome vogliate dare a questa presenza spirituale, che vi è vicina e che "sentite" in voi. State solo attenti ad evitare che questo vostro potenziale non sia un modo per sfuggire al mondo e alle dure realtà della vita ripiegandovi su voi stessi. E' questa possibilità di fuga, l'aspetto negativo della spiritualità quando no è vissuta in modo giustamente equilibrato.
La maggior parte delle vostre risposte appartiene alla II colonna:
Nella vostra vita sentite sia l'esigenza di spiritualità che quella di legarvi a realtà e problemi ben concreti. Probabilmente non sapete ancora quale tendenza sia per voi la più importante. Questo dipende dal fatto che alternate momenti in cui vi sentite di dare grande importanza alla vita sociale ed ai suoi legami con il pratico, ad altri in cui sentite l'esigenza di "staccare" da tutto ciò che è concreto, per dare spazio alla vostra vita interiore. Fintanto che rimarrete in questo "equilibrio instabile", bilanciandovi tra l'uno e l'altro polo con leggere variazioni, andrà tutto bene. State solo attenti a non lasciarvi andare in questa o quella direzione, dimenticando totalmente la presenza del sociale quando siete nel momento spirituale, o viceversa.
La maggior parte delle vostre risposte appartiene alla III colonna:
Per voi il mondo del concreto, dell'oggettivo e del sociale ha un'importanza predominante su tutto ciò che riguarda lo spirituale. Infatti la spiritualità non vi coinvolge veramente o, per lo meno, voi non le date spazio nella vostra vita. E' capitato anche a voi di conoscere degli stati interiori, vicini al misticismo, ma preferite dimenticarli e considerarli come degli aneddoti che non influiscono sul corso della vostra vita. E' un modo di essere logico e coerente, ben rispondente all'impostazione della vita del XX secolo, che lascia ben poco spazio all'irrazionale, ed imposta la vita sulla razionalità e la concretezza.