Questo libro parte da un semplice saluto per interrogarsi su tutto ciò che avviene dopo. Salutare significa per Berne "vedere l'altra persona, diventarne coscienti come fenomeno, esistere per lei ed essere pronti al suo esistere per noi", significa ancora esserci totalmente e quindi liberarsi dalla "spazzatura" che col tempo abbiamo accumulato nella nostra testa.
Questo libro prova così a dare delle risposte ponendosi da subito delle semplici domande che riguardano e aprono la riflessione sul rapporto e sulla comunicazione interpersonale e intrapsichica.
Il saluto infatti, rappresenta anche il momento iniziale e finale della relazione con l'altro, lo spazio che racchiude l'incontro e lo scambio, la porta di accesso ad uno spazio relazionale imprevedibile (o forse no?), nel quale rientra una particolare teoria della personalità e delle dinamiche di gruppo che prende il nome di "Analisi Transazionale".
I primi capitoli del libro di Berne trattano i principi su cui l'AT si fonda. L'oggetto primario di tale approccio è senza dubbio quello che è definito lo studio degli stati dell'io, cioè di quei sistemi di pensiero e di sensazioni che si manifestano attraverso dei particolari modelli di comportamento.
L'analisi transazionale, per usare le parole di Berne è "una teoria della personalità e del rapporto sociale, é un metodo clinico di psicoterapia, basata sull'analisi di tutte le transazioni possibili fra due o più persone che si fonda su una specifica definizione degli stati dell'io".
Argomento centrale del testo di Berne però, è il modo in cui avviene la strutturazione di ciò che lui definisce con il termine “copione”. Il "copione" in "Ciao... e poi?", viene così analizzato interamente nella sua formazione e in relazione alla sua influenza sulla vita dell'uomo.
In un certo senso l'autore collega la sua nascita e il suo sviluppo al bisogno dell'individuo di strutturare il tempo.
Una serie di bisogni evidenziano l'importanza della componente sociale dell'essere umano e ciò offre a Berne lo spunto per individuare “sei classificazioni della strutturazione del tempo a breve scadenza” per l'individuo all'interno dei rapporti sociali. Essi sono:
- l'isolamento;
- i rituali;
- le attività;
- i passatempi;
- i giochi;
- l'intimità.
Una strutturazione temporale che può avvenire anche per periodi più lunghi (mesi, anni, o tutta la vita), in questo caso proprio attraverso un particolare schema di vita che Berne definisce appunto "copione".
In “Ciao…e poi?” esso è descritto come un piano di vita inconscio, che è deciso dal bambino nella sua prima infanzia sotto l'influenza dei suoi genitori, nel momento in cui le sue capacità di osservazione, d'analisi e di conoscenza della realtà non sono come quelle di un adulto. I copioni sono così il frutto dell'influenza che i genitori esercitano sul bambino durante il suo processo di crescita e apprendimento, essi rappresentano quella programmazione imposta attraverso la comunicazione, l'educazione e la relazione.
Il copione per Berne riguarda dunque una complessità, una storia, un modo di “narrarsi” del bambino in relazione ad un mondo che ha nei suoi riguardi delle attese e delle pretese. Esso rappresenta la storia dinamica dello sviluppo infantile che si proietta nel proprio futuro, un insieme di gesti tra loro connessi che diventano nel tempo un dramma diviso in atti. Esso diviene così una particolare forza psicologica che spinge ogni individuo verso il suo personale "destino". Ogni essere umano, secondo Berne, arriverà in questo modo a pianificare la propria esistenza, con un programma che si porterà dentro ovunque vada e che deciderà la propria vita e la propria morte in relazione e in rapporto alla programmazione parentale (demoniaca o costruttiva), alle forze esterne (Fato) e alle aspirazioni indipendenti che caratterizzano il soggetto.
Si può in tal senso parlare dell'AT come di una psicologia del destino umano (come dice il sottotitolo del libro preso in esame); un destino che secondo Berne viene deciso da quanto succede dentro la testa di ogni individuo, dopo che si è confrontato con quanto avviene fuori da essa.
Partendo da queste premesse teoriche, Berne in "Ciao e poi?", ripercorre il modo in cui un copione prende vita e si instaura nelle varie fasi dell'evoluzione umana, partendo dal fatto che i modelli comportamentali degli esseri umani sono determinati e influenzati da vari fattori: dal patrimonio genetico all'imprinting primordiale, dal gioco e dall'imitazione infantile all'addestramento parentale, dalla sottomissione sociale alla creatività spontanea.
Berne parla di programmazioni iniziali che avvengono durante il primo periodo dell'allattamento, nel quale attraverso la comunicazione non verbale e la risposta più o meno attenta della madre verso i bisogni del bambino, si strutturano le prime sensazione dell'Essere OK e del Non essere OK. Una serie di percezioni che influenzeranno il modo in cui il bambino percepirà se stesso, gli altri e il mondo circostante.
Il fatto di liberarsi dal proprio copione, non significa certo per Berne ribellarsi ad esso, facendo il contrario di ciò che si dovrebbe fare. Ciò per Berne significa anzi cadere nell'anticopione, effettuare un inversione della propria programmazione rimanendo così ancora programmati. Sfidare e ribellarsi non significa in effetti liberarsi, ma solamente "rovesciare la scheda invece di eliminarla definitivamente".
Ciò sottolinea il fatto che al centro dell'attenzione dell'AT vi è la ricerca di una maggiore "libertà" decisionale per sé e per la propria vita, una scelta che non esiste fino a quando siamo attori all'interno dei nostri personali copioni esistenziali.