Cast: Audrey Tautou, Alessandro Nivola, Marie Gillain, Emmanuelle Devos, Benoît Poelvoorde, Régis Royer, Etienne Bartholomeus, Yan Duffas, Fabien Béhar, Roch Leibovici
Durata: 105 min.
Anno: 2009
La regista francese Anne Fontaine, 49 anni, porta nelle sale la biografia di Gabrielle “Coco” Chanel, interpretata da una ispiratissima Audrey Tatou.
Partendo dagli anni dell'orfanotrofio, la storia si snoda attraverso i momenti più significativi della vita della giovane Gabrielle, dalla campagna alla città, seguendo il filo dei sentimenti e scavando dentro la protagonista per svelarne la personalità più profonda, fino all'inizio del successo.
Gabrielle nasce da una famiglia povera e viene abbandonata dal padre in un orfanotrofio, dove ogni domenica aspetta invano il suo ritorno. Viene cresciuta insieme alle altre bambine dalle suore, fino a quando da adulta inizia a lavorare: di giorno lavora come sarta presso una boutique, di notte come show girl/cantante in una locanda di basso rango nelle campagne francesi.
E' qui che conosce Etienne Balsan, un nobile playboy con la passione per i cavalli, che la corteggia promettendole il successo (mai arrivato) nel mondo dello spettacolo, fino a spingerla a seguirlo nella sua tenuta. Qui Coco conosce Boy Capel, un nobiluomo inglese che, a differenza di Balsan, incontra i sentimenti della giovane e di cui Gabrielle si innamora. E' l'inizio di una serie di avvenimenti che trascinano la ragazza verso il mondo della moda e l'inizio di un impero all'insegna dell'eleganza e dello stile.
Coco ha una personalità molto forte e anarchica, ed è brava la Tatou a trasmettere il senso di ribellione e di anticonformismo che scorre nelle vene della giovane. La storia mostrata dalla regista procede sui binari della personalità e del carattere più che sulla pura narrazione di avvenimenti, insistendo sui meccanismi psicologici e decisionali alla base delle scelte di Gabrielle, sul suo carattere all'apparenza forte e determinato, ma velato da una profonda voglia/rifiuto di innamorarsi che si traduce presto in rimpianto e sfogo nel mondo professionale, per cui la donna ha un talento innato. La tensione si gioca anche sui rapporti di “classe” (ricco-povero), ma arrivati ad un certo punto si passa esclusivamente sul piano sentimentale, quasi come se la donna, proprio grazie al suo carattere, sia riuscita ad eliminare il gap sociale in cui si trovava sin dalla nascita, a farsi accettare ed amare in un mondo di “nobili”, proprio grazie allo stile irriverente (nell'essere e nell'apparire) e al talento innato che la fanno sembrare diversa da tutte le altre donne di sangue blu.
Bravissimi tutti gli attori a supportare la protagonista, ottima la sceneggiatura e il lavoro della regista Anne Fontaine, che (a parte un paio di fuori fuoco che esulano dalla sua responsabilità) confeziona un film esteticamente molto valido e sceglie alcune inquadrature davvero interessanti ed emotivamente cariche (su tutte la scena della spiaggia), regalando una composizione del quadro e un “balance” visivo che ben rappresentano lo stile estetico ed “emotivo” di Coco.
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