GEORGE SMITH PATTON
George Smith Patton (San Gabriel, California, 11 novembre 1885 – Heidelberg, Germania, 21 dicembre 1945), fu un generale statunitense, esperto nell'impiego e nell'utilizzo di mezzi corazzati. Era dotato di una solida personalità e di un carattere impulsivo e risoluto, che gli valse il soprannome di " generale d'acciaio ".
George Smith Patton nacque a San Gabriel, un sobborgo di Los Angeles, in California, l'11 novembre del 1885; proveniva da una ricca famiglia dalle antiche tradizioni militari. Nel 1909, uscì ufficiale di cavalleria dall'accademia militare di West Point, dove era entrato alla sola età di quattordici anni.
Acquisì esperienza al fianco del generale John Joseph Pershing, nella campagna del Messico (1916-1917) contro Pancho Villa; durante la spedizione contro Pancho Villa, in un conflitto a fuoco, uccise il braccio destro di Villa, Julio Cardenas e venne per questo promosso al grado di capitano. Seguì Pershing anche quando quest'ultimo fu messo a capo della spedizione americana in Europa, allo scoppio della prima guerra mondiale. In Europa, accumulò conoscenze per quanto riguarda l'utilizzo dei carri armati.
Nel 1939 fu promosso tenente-colonnello; l'anno seguente, allo scoppio della seconda guerra mondiale, divenne generale e dopo aver conseguito alcune specializzazioni (ancora specializzazioni ottenute nell'uso di mezzi corazzati), nel 1941 fu messo a capo della II divisione corazzata e nel 1942 comandò lo sbarco in Marocco alla testa di una divisione corazzata; in Tunisia comandò il ricongiungimento delle forze statunitensi con quelle dell'VIII armata britannica.
Il generale George Patton partecipò, comandando la VII armata americana, allo sbarco americano in Sicilia, avvenuto il 10 luglio 1943.
Bisogna ricordare che, nei giorni successivi allo sbarco, avvennero diversi sanguinosi eccidi, operati dalla VII armata americana di Patton, tra i più terribili perpetrati dai soldati alleati, nei confronti di soldati italiani e tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Il più atroce fu quello che avrebbe comandato il generale George Patton in persona; quest'ultimo avrebbe ordinato l'uccisione di circa sessantatre soldati italiani, catturati durante la battaglia per la conquista dell'aeroporto di "San Pietro" a Biscari (oggi Acate).
L'esecuzione fu compiuta dal sergente Horace West, che da solo uccise trentasei soldati italiani e dal plotone del capitano John Compton, che ammazzò trentasette italiani (West e Compton militavano, entrambi, nella 45ma divisione comandata da Patton).
È noto anche che Patton (stavolta attraverso affermazioni contenute nel diario personale del generale), avesse un particolare odio verso gli italiani, specie contro i siciliani. Ciò, tuttavia, non costituisce una prova conclusiva della colpevolezza di Patton.
Terminata la campagna d'Italia, George Patton fu richiamato in Gran Bretagna; fu messo a capo della III armata, in vista dello sbarco in Normandia avvenuto il 6 giugno del 1944; durante la campagna di Normandia, si distinse in maniera particolare nelle operazioni di conquista di alcune importanti città francesi come: Nantes, Orléans, Avranches, Nancy e Metz. Respinse in maniera esemplare la controffensiva tedesca delle Ardenne, ( vedi la voce , Offensiva delle Ardenne), (16 dicembre 1944), contrattaccando e mettendo in fuga l'esercito tedesco. Riprese l'avanzata e superato il Reno, si spinse fino a Pilsen, al confine cecoslovacco; qui l'ordine indiscutibile del generale Dwight D. Eisenhower, gli impedì di continuare l'avanzata e lo obbligò a ricongiungersi con le truppe Russe.
Morì a Heidelberg, in Germania, il 21 dicembre 1945, a causa di un incidente automobilistico.
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