L’abito non fa il monaco. O no?

di Bruno Bettenzani

 

“Le è mai capitato di essere stato fregato da uno che indossava giacca e cravatta?”

 

La domanda mi è stata posta da un venditore il quale cercava di farmi capire che l’abbigliamento, nell’attività di vendita, non è importante.

Anzi, diceva, quanto più un venditore è elegante, tanto più i clienti farebbero bene a diffidare di lui.

Gli ho risposto che mi era sì capitato di sentirmi raccontar balle da venditori in giacca e cravatta, ma anche da quelli che non l’avevano e che quindi non ero in grado di attribuire all’abbigliamento il potere malefico di indurre le persone a ingannare il prossimo.

Ho anche osservato che mi era capitato di incontrare persone oneste senza giacca e cravatta e alcune fra loro vestite addirittura piuttosto male, per non dire in modo trasandato. In questi casi, però, il mio atteggiamento non era stato quello che si potrebbe definire di immediata simpatia. Può darsi che io sia vittima di qualche atavico e inestirpabile pregiudizio, ma non credo di essere il solo e, in ogni caso, in quella situazione, io ero il cliente.

Quel che penso è che si possa essere persone oneste anche con giacca e cravatta e che si possa ingannare il prossimo anche senza. Nel secondo caso, però, ci sono persone dalle quali è un po’ più difficile farsi accettare.

 

L'abito non fa il monaco - ...mi sono sentito ripetere molte volte che “l’abito non fa il monaco” e credo di poter dare il mio contributo a fare chiarezza su un argomento che, se non fondamentale – anche se io ritengo che lo sia – è senz’altro importante: l’immagine del venditore.

 

 

Perché sto dicendo queste cose? Perché mi sono sentito ripetere molte volte che “l’abito non fa il monaco” e credo di poter dare il mio contributo a fare chiarezza su un argomento che, se non fondamentale – anche se io ritengo che lo sia – è senz’altro importante: l’immagine del venditore.

 

È vero che, da solo, l’abito non basta a fare il monaco. Ma è vero anche che senza abito il monaco non si vede.

 

Ciò non significa che un monaco sarà più pio o santo perché veste da monaco, ma vestire da monaco lo aiuterà a essere monaco, a presentarsi al mondo come monaco, a essere identificato come monaco, sempre che lui lo voglia. Del resto, neppure la rinuncia a vestirsi da monaco lo aiuterebbe ad essere più pio o santo.

 

Lo stesso vale per il venditore. Non sarà un venditore più esperto e capace solo perché veste in un certo modo, ma essere elegante lo aiuterà ad essere percepito fin dai primi istanti come una persona dall’immagine gradevole. E ognuno sa quanto i primi istanti siano determinanti.

 

È noto che la primissima impressione che ci facciamo di una persona passa attraverso l’immagine che essa offre di sé.

 

Certamente questa prima impressione può essere corretta, ma perché pedalare in salita? E allora, come vestirsi? Ovviamente non esiste un insieme di regole fisse, un codice che definisca colori, abbinamenti, accessori. Un principio di carattere generale tuttavia esiste e si concretizza in due suggerimenti:

– Siate eleganti.

Se siete un uomo d’affari – come di fatto siete – vestitevi come vestono gli uomini d’affari (quelli seri, intendo, non quelli che sull’altare dell’ultima moda sacrificano la classe e il buon gusto).

– Evitate le stravaganze, non siate appariscenti o eccentrici nel vestire.

La sola cosa che l’abito deve dire di voi è che vi sta bene. Diceva Coco Chanel, che di vestire se ne intendeva, che quando l’abito è eccentrico si nota l’abito, quando è elegante si nota la donna che lo indossa.

 

 

Tempo fa, il gran caldo imperversava, è venuto a trovarmi in ufficio un giovane consulente finanziario, impeccabile nel suo abito grigio chiaro e camicia immacolata. Faceva molto caldo, ma lui era semplicemente inappuntabile.

Incuriosito, gli ho chiesto come facesse a conservare un aspetto così fresco con quel caldo insopportabile.

Candidamente, mi ha risposto che portava sempre con sé una camicia di ricambio e quando quella che indossava era troppo sgualcita o troppo sudata, la cambiava. Non so perché, ma mi è stato subito simpatico.

Mi sembra già di sentire la domanda di quelli che sostengono che “l’abito non fa il monaco”: “Basta questo per essere un buon venditore? È sufficiente badare a come ci si veste?”

 

No, non basta. Occorre molto altro. Ma è un piccolo, indispensabile buon inizio. E chi ben comincia…

 

 

Bruno Bettenzani

 

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