Il giorno perfetto

di Mario Palermo

 

Esiste il giorno perfetto?

Secondo le ricerche ed il tormentato percorso dei perfezionisti, si.
È quel giorno dove tutto funziona a meraviglia.

 

Ci si alza dalla parte giusta del letto, si trova un invitante tavolo imbandito per una perfetta colazione.

Per le scale di casa si incontra il vicino radioso che ci saluta calorosamente, come se fossimo proprio noi la persona che lui voleva incontrare in quel momento.

Per le vie cittadine, solitamente intasate, un’insolita quanto gradita totale assenza di traffico.

Appena entrati in ufficio incontriamo tanti visi felici e pronti a raccogliere sfide.

Sulla nostra scrivania non c’è traccia di questioni problematiche da affrontare perché hanno già sistemato tutto gli altri.

I clienti chiamano per ordinare merce e i fornitori ci contattano per farci sapere, che se vogliamo rimandare qualche pagamento, non c’è alcun problema.

Accendendo il computer appare sul video una scritta rassicurante: “non preoccuparti, se non vuoi o se non puoi, domani sarà il giorno giusto”.

 

Il giorno perfetto- articolo sul Time Management: Molto più realisticamente viviamo le nostre giornate alternando momenti si a momenti no; certo, a bilancio fatto, sarebbe desiderabile per tutti scoprire che ciò che ha funzionato pesa di più di ciò che non è andato come nei piani.

 

Quante possibilità esistono che tutto ciò accada?

 

Molto più realisticamente viviamo le nostre giornate alternando momenti si a momenti no; certo, a bilancio fatto, sarebbe desiderabile per tutti scoprire che ciò che ha funzionato pesa di più di ciò che non è andato come nei piani.

Talvolta, desiderando la perfezione ci lasciamo scivolare nel mare della pigrizia, illusi dalla convinzione che il domani sarà perfetto per tutto ciò che si rimanda.

 

Ecco perché ci diciamo:

“Per occuparmi di tutto come vorrei, ho bisogno della giornata giusta. Oggi non ho voglia di contattare clienti, non è giornata; domani recupererò. In fin dei conti, anche se oggi non combino nulla, non cade il mondo e poi domani ci darò dentro.

Oggi dovrei parlare con il mio collaboratore per chiarire un malinteso ma non sono dell’umore giusto; gli parlerò domani. Se lo facessi oggi, magari lo farei male, invece domani sarà diverso.

Oggi dovrei rifare la pianificazione del mese, ma siccome ci vuole l’attenzione giusta forse è meglio rimandare a domani.

Mi sono accorto che un mio collaboratore, da un po’ di tempo rema contro, ritardando nella consegna dei lavori e agitando i colleghi con chiacchiere da bar. Oggi però non sono nella condizione giusta per parlargli, e poi chissà, magari se aspetto potrebbe accorgersi da sé che sta sbagliando; domani magari gli parlo.

Oggi dovrei contattare il mio fornitore per chiedergli una dilazione ma non mi sento di farlo. Sarebbe meglio se lo facessi domani, oggi ho già troppi pensieri.

Oggi dovrei controllare il lavoro dei miei collaboratori dell’ufficio, ma se trovassi qualche errore so che li tratterei male. Meglio domani perché sarò dell’umore giusto.

Oggi dovrei terminare due progetti fermi da tempo ma ho altro da fare e poi ci vuole la concentrazione che ora mi manca.

Domani mi concentrerò per prima cosa su questo.

 

Che giorno è oggi?

Accidenti! Ma oggi, non era già il domani di ieri?

 

 

Mario Palermo

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