Di libro in libro – Prudenza

di Bruno Bettenzani

 

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CAPITOLO 5

Prudenza

 

 

James Hilmann nel suo libro “Un terribile amore per la guerra”, edito da Adelphi e da lui stesso annunciato come ultimo della sua produzione, scrive:

 ”Prudence” un tempo era un nome comune per le bambine; ora la prudenza non compare più tra le sante del calendario americano.

[…] L’emozione ha cambiato oggetto: poche bambine oggi vengono chiamate Constance, Modesty, Honor, Patience, Sweet Charity. 

La prudenza è andata in soffitta. […] Ci muoviamo da una decisione avventata all’ altra in una sorta di gara per “arrivare primi e più numerosi”  (secondo la famosa frase del generale Nathan Bedford Forrest), e poco male se sono rimasti dei “problemini” irrisolti.

[…] Mi torna in mente un’osservazione di Aldous Huxley: “ai tradizionali sette peccati capitali, gli uomini moderni sono riusciti ad aggiungerne uno solo nuovo, la fretta.”

 

 

“Non ho tempo per pensare”, affermano sempre più spesso i manager che incontro.

Alcuni ammettono di non potersi “fermare a pensare”, mostrando così di aver almeno intuito che riflessione e movimento non possono convivere. Pur consapevoli che l’incremento di velocità va a detrimento della profondità del pensiero e della capacità di analisi, subiscono il fascino del “decidere presto e bene” e poco importa se poi questo imperativo si trasforma in “decidere in fretta”. La giustificazione che qualsiasi decisione è meglio di nessuna decisione annulla ogni esitazione.

 

La rapidità della decisione toglie di mezzo ripensamenti e dubbi – ostacolo alla veloce progressione degli eventi – e garantisce l’irruzione del futuro nell’esistenza delle persone e delle organizzazioni.

Ciò che deve ancora accadere catalizza l’attenzione e il progetto appena varato, anche se in opera, già appartiene al passato. Ma la costante proiezione nel futuro rende privi di sensibilità per il presente e dunque incapaci di attribuire significato a ciò che accade.

La distrazione verso il presente e lo sguardo fisso su ciò che ancora deve accadere chiudono la mente alla memoria e, di conseguenza, alla coscienza e all’apprendimento.

 

Ponderare con prudenza implica un diverso rapporto con il tempo, non solo dal punto di vista della disponibilità, cioè del saper “dedicare tempo”, ma anche da quello del riconoscimento dei tempi opportuni per la decisione.

Decidere “presto e bene”, più che alla rapidità, fa riferimento alla tempestività, alla scelta del momento migliore.

 

La decisione prudente valuta poi le conseguenze che, nel tempo, essa potrà comportare.

Questa attenzione, che richiede tempo, ma non è né esitazione né indecisione dice piuttosto il legame tra prudenza e responsabilità.

In un tempo nel quale il cambiamento, più che una possibilità è una nuova religione, con i suoi profeti e i suoi sacerdoti, il rischio di gettare il bambino insieme all’acqua sporca è elevato.

 

Cambiare ci aiuterà a crescere e prosperare, ma la prudenza ci permetterà di sopravvivere.

 

 

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