"LE QUATTRO PIUME"
di Shekhar Kapur

Ricevere una piuma bianca significa essere accusato di codardia. Riceverne quattro significa la solitudine, l'esilio sociale, la morte civile, soprattutto se questo accade nell'Inghilterra degli anni di maggior fulgore della potenza politica e militare della Regina Vittoria. L'avventura del giovane Harry Feversham comincia nel 1884, dieci anni dopo l'inizio della corsa alla conquista dell'Africa da parte dell'Inghilterra, all'apice dell'imperialismo. Soldato ammirato da tutti perché il migliore del reggimento e per la sua fortuna in amore, Harry ha davanti a sé un futuro promettente nell'esercito. Ma proprio nel momento in cui il suo reggimento è inviato nel sud dell'Africa per combattere contro i ribelli sudanesi, che hanno attaccato la fortezza inglese di Khartoum, il giovane soldato viene assalito dal dubbio e dalla paura. Alla vigilia della partenza delle truppe e dopo una lunga notte insonne Harry sceglie di dimettersi dall'esercito. Ripudiato dal padre e con le piume della codardia inviategli da tre suoi amici e commilitoni e dall'amatissima fidanzata Ethne, si ritrova solo e sconvolto dal tormento.
Ma a questo punto la coscienza ha la meglio sulla paura ed entrano in gioco sentimenti quali l'amor patrio, l'amicizia, l'onore, il desiderio di riscatto. Sapendo infatti del pesante attacco portato dai guerrieri sudanesi guidati dal crudele Madhi al corpo di spedizione inglese, decide di partire per il Sudan e correre in aiuto dei suoi compagni. Rischierà la propria vita in nome dell'amore e dell'amicizia, reso più forte proprio dalla coscienza della propria paura.
Si tratta certo di una vicenda d'altri tempi, difficile da comprendere nella nostra era tecnologica, quella in cui, per intenderci, le guerre vengono combattute senza vedere il nemico non solo in faccia, ma neppure da lontano, con bombe intelligenti, napalm e virus. Così come si può dire di tante altre storie, anche questa non va compresa con gli occhi di oggi, ma inquadrata in un periodo nel quale "portare la civiltà" costituiva un valore semplicemente indiscutibile. Del resto, lo scopo del film non consiste neppure lontanamente nel tentativo di esprimere un giudizio politico, bensì nel porre in risalto sentimenti che oggi sembrano aver perso una buona parte della loro importanza se non addirittura del proprio significato.

