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BRANI PER PENSARE

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41) IL DESTINO?

Un grande guerriero giapponese che si chiamava Nobunaga decise di attaccare il nemico sebbene il suo esercito fosse numericamente soltanto un decimo di quello avversario.
Lui sapeva che avrebbe vinto, ma i suoi soldati erano dubbiosi.
Durante la marcia si fermò a fin tempio shintoista e disse ai suoi uomini:
"Dopo aver visitato il tempio butterò una moneta. Se viene testa vinceremo, se viene croce perderemo. Siamo nelle mani del destino".
Nobunaga entrò nel tempio e pregò in silenzio.

Uscì e gettò una moneta.
Venne testa.

I suoi soldati erano così impazienti di battersi che vinsero la battaglia senza difficoltà.
"Nessuno può cambiare il destino" disse a Nobunaga il suo aiutante dopo la battaglia.
"No davvero" disse Nobunaga, mostrandogli una moneta che aveva testa su tutt'e due le facce.

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42) LO STOLTO E IL SAGGIO

"Se uno stolto sta in compagnia di un saggio,
non per questo arriverà a conoscere la Via,
così come un cucchiaio immerso nella minestra
non arriverà a conoscere il sapore della minestra".

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43) PARADISO O INFERNO?

Un giorno, mentre camminava per strada, un manager (o direttore, venditore, ecc…) di successo della vostra azienda fu investito da un autobus e morì. La sua anima arrivò in Paradiso, dove fu accolta sulla porta da San Pietro in persona.
“Benvenuta in Paradiso” disse San Pietro. “Prima di accomodarti, però, sembra che ci sia un problema. Vedi, è una cosa curiosa, ma non abbiamo mai avuto un manager della tua azienda che sia arrivato fin qui e non sappiamo proprio cosa fare di te.”
“Non potete lasciarmi entrare e basta?” chiese l'anima.
“E' quello che vorrei fare” disse San Pietro, “ma ho ricevuto ordini superiori. Faremo così: passerai un giorno all'inferno e un giorno in Paradiso, poi sceglierai dove passare il resto dell'eternità.”

Detto questo, San Pietro mise il manager in un ascensore che andò giù, giù, giù, fino all'inferno. Le porte si aprirono e l'anima si trovò in un bellissimo campo da golf. In lontananza si scorgeva un country club e davanti a lei c'erano tutti gli amici, tutti gli altri manager dell'azienda con cui aveva lavorato nel corso degli anni. Erano tutti giovani e bellissimi e indossavano elegantissimi abiti da sera.

Quando la videro le andarono incontro, l'abbracciarono e la baciarono e cominciarono a parlare dei vecchi tempi. Poi si fecero una bella partita a golf e la sera andarono al country club, dove l'anima gustò una cena deliziosa a base di aragosta e filetto. Incontrò il diavolo, che a dire la verità era proprio una brava persona (a volte magari veniva frainteso, ecco tutto) e si divertì un mondo a raccontare barzellette, cantare e ballare. Si divertiva così tanto che fu tempo di andarsene prima che se ne rendesse conto. Tutti le strinsero la mano e la salutarono mentre lei spariva nell'ascensore. L'ascensore salì, salì, salì, di nuovo fino alla porta del Paradiso, dove l'anima trovò San Pietro in attesa.

“E adesso, un giorno in Paradiso.” annunciò.

Così l'anima passò le 24 ore successive tra una nuvola e l'altra, insieme a tutti gli altri angeli. Le insegnarono a volare, a cantare e a suonare l'arpa, le offrirono i cibi più squisiti, le bevande più raffinate. Anche questa volta si divertì moltissimo e in un batter d'occhio le 24 ore erano finite; San Pietro venne a riprenderla.

“Ecco; hai passato un giorno all'inferno e uno in Paradiso. Adesso devi scegliere dove rimanere per l'eternità.”
L'anima ci pensò su un po' e poi disse: “Beh, non riesco a credere che lo avrei detto… Insomma, il Paradiso è meraviglioso, ma credo di essermi divertito di più all'inferno. E poi, là ci sono tutti i miei amici!”
San Pietro l'accompagnò all'ascensore, e di nuovo l'anima scese giù giù giù fino all'inferno. Ma questa volta, quando si spalancarono le porte dell'ascensore, si trovò in un'orrenda piana desolata coperta di sporcizia e schifezze. Vide i suoi amici, che adesso erano vecchi, decrepiti e vestiti di stracci. Mentre raccoglievano le immondizie per metterle nei sacchi, si lamentavano e imprecavano. Il diavolo le si avvicinò e la strinse tra le braccia.

“Io… io non capisco” balbettò l'anima. “Ero qui ieri, e c'erano il campo da golf e il country club, abbiamo mangiato l'aragosta, abbiamo ballato, ci siamo divertiti un mondo. Adesso vedo solo una discarica di rifiuti e tutti i miei amici hanno un aspetto terribile.”

Il diavolo la guardò e le rivolse un sorriso benigno. “Ah, sì” disse, “ma tieni presente che ieri stavamo cercando di conquistarti; oggi sei dei nostri.”

Morale
Attenzione all'immagine che crei della tua organizzazione.

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44) PADRE E FIGLI

Un uomo aveva dei figli che, con suo grande dispiacere, litigavano sempre tra di loro. Incapace di appianare il loro disaccordo, il padre decise di dar loro una dimostrazione pratica dei pericoli della mancanza di armonia. Per questo motivo chiese a uno dei ragazzi di portargli un fascio di legna. Quando gli fu portato, lo passò a tutti i figli, dicendo: “Cercate di spezzare il fascio.”

Per quanto ci provassero con tutte le forze nessuno di loro riuscì a spezzarlo. Poi il padre lo disfece e passò uno dei bastoni a ciascuno dei figli, con lo stesso ordine: “Cercate di fare a pezzi il bastone.”

Era facile questa volta. Ogni figlio ruppe il bastone in due senza fatica. Poi il padre disse ai figli: “Questa dovrebbe essere una lezione per voi; se siete uniti, come questo fascio di legna, allora nessun nemico o agente esterno può ferirvi. Ma se siete divisi e litigate tra voi, sarà facile spezzarvi come questi bastoni”.

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45) TUTTO QUELLO CHE MI SERVE SAPERE L'HO IMPARATO ALL'ASILO

Tutto quello che davvero mi serve sapere su come vivere e cosa fare e come comportarmi l'ho imparato all'asilo. La saggezza non era in cima alla montagna del dottorato, ma nel mucchio di sabbia del giardino. Queste le cose che ho imparato:
Dividi tutto; non barare; non picchiare la gente; rimetti le cose dove le hai trovate; pulisci quello che sporchi; non prendere cose che non sono tue; chiedi scusa quando fai male a qualcuno; lavati le mani prima di mangiare; tira l'acqua in bagno; i biscotti caldi e il latte fanno bene; vivi una vita equilibrata: ogni giorno impara un po', pensa un po', disegna, dipingi, canta, danza, gioca e lavora un po'; fai un pisolino tutti i pomeriggi. Quando esci nel traffico, stai ben attento, tieni la mano di qualcuno e state vicini. Cerca di essere conscio del meraviglioso.

Robert Fulghum, All I Need to know I learned in Kindergarten, HarperCollins, 1990

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