| CHI SIAMO | NEWS | IN BACHECA | ARCHIVIO | PRIVACY |
In bacheca

» Scopri i nuovi articoli
» Visita l'archivio

News

» Leggi le news

Meta Formazione Srl
Via Golgi n. 5/7
25064 Gussago (BS)
Tel. 030/314913
Fax: 030/3739005

info@metaformazione.it
C.F. e P. IVA 03528760170
R.I..C.C.I.A.A .BS 03528760170
Cap. Soc. 11.000,00


Partners:
Amani.it

Siamo accreditati:
Fondo Forte
ARTICOLI

GESTIONE DELLA RABBIA

di Susanna Minghetti
tratto da www.teambuilding-journal.it
Leggi l'articolo sul sito

Gestire la rabbia, per risolvere la sofferenza. Perché il proprio malcontento sia preso seriamente in considerazione, è bene esprimerlo con la massima calma.

Quando siamo arrabbiati sentiamo un forte disagio e una tensione crescente che non aspetta altro che essere “scaricata” al più presto. La rabbia è un'emozione radicata nei fondamentali meccanismi della sopravvivenza, reazione primordiale di lotta e di fuga; essa, come il dolore, turba il nostro stato di equilibrio per avvisarci di qualche minaccia e per permetterci di attaccare la fonte di tale minaccia. A fronte di minacce, che sono il più delle volte “simboliche”, nel nostro organismo avvengono dei cambiamenti (aumento della tensione muscolare, della pressione arteriosa, del battito cardiaco) che ci predispongono ad una lotta di tipo fisico. Il più delle volte, il tentativo costante di reprimere queste sensazioni porta a malattie psicosomatiche; altre volte, l'incapacità di auto-controllarsi porta ad esiti drammatici. Nella maggior parte dei casi cedere ai nostri impulsi ostili, scaricare su chi ci sta di fronte la tensione del momento, non è affatto utile né tanto meno ha l'effetto di produrre benessere; anzi, a lungo andare l'espressione frequente della rabbia può portare al deterioramento dei rapporti interpersonali. È fondamentale, quindi, per ognuno di noi, riconoscere i segnali della propria rabbia e di quella altrui, interrogarsi sulle sue vere origini e impegnarsi consapevolmente ad utilizzare delle tecniche che ci consentano di gestirla nella maniera più adeguata.

Poiché il più delle volte la rabbia nasce da incomprensioni o da esagerazioni, è poco probabile che con scoppi di collera si possano risolvere i problemi: al contrario rischiamo di aggravarli. È importante poter manifestare il fastidio e la sofferenza che un determinato comportamento ha provocato in noi, ma è fondamentale riuscire a farlo nel modo più adeguato affinché tale manifestazione possa accrescere il nostro benessere. Spesso il fatto che scatena la nostra rabbia è un pretesto che fa esplodere situazioni già esistenti e mai chiarite. Allora, come prima cosa, cerchiamo di capire davvero perché siamo arrabbiati.

Una volta che ci siamo posti domande, e abbiamo cercato di darvi una risposta, possiamo effettivamente decidere se è il caso di manifestare o meno la nostra rabbia, e soprattutto in che modo farlo. Nel caso avessimo deciso che è il caso di manifestare la nostra rabbia e abbiamo chiaro in mente come farlo, è importante valutare i costi e i benefici (a breve e a lungo termine) di questa nostra azione. Quindi, chiediamoci ancora: Che cosa guadagnerò comportandomi in questo modo? Che cosa potrò perdere? Esistono dei mezzi migliori per ottenere ciò che desidero? Spesso dopo esserci posti tutte queste domande la rabbia sarà svanita da sola e noi avremo trovato altre soluzioni per far valere le nostre ragioni, altre volte invece rimarremo convinti della giustezza dei nostri sentimenti e riusciremo ad esprimere la nostra rabbia nella maniera più adeguata ed efficace.

Cosa fare invece quando la rabbia da gestire non è la nostra, ma quella di chi ci sta di fronte? Anche in questo caso possiamo decidere di fare diverse cose tenendo conto dei costi e dei benefici a breve e a lungo termine. La rabbia però non è da considerarsi un'emozione negativa. Chi non si concede mai di manifestare dissenso reprimendo la propria rabbia inizia a perdere contatto con ciò che ritiene importante e a sentirsi alienato dai propri bisogni e desideri; rinuncia alla responsabilità della propria crescita e a garantire la qualità della propria vita. Un problema interpersonale importante, oltre all'alienazione dal proprio sé, è rappresentato dal fatto che l'evitare la rabbia provoca nella persona un senso di impotenza ancora più acuto, sopprimono la rabbia per essere stati vittimizzati, offesi o abusati.

È importante quindi considerare che, se non ci siamo mai concessi di esprimere la rabbia, probabilmente ne abbiamo accumulata moltissima dentro di noi.

Reprimendola, è più probabile che la rabbia esploda in momenti inopportuni e soprattutto verso persone e situazioni che hanno poco a che fare con la causa originale della rabbia che ci ribolle dentro, ed è anche più probabile che ce la prendiamo con chi riteniamo più debole di noi, non fosse altro che per avere un minimo di senso di potere.

ECCO ALCUNI CONSIGLI:
• Chiarirsi le idee. Spesso è istintivo reagire ad un atteggiamento rabbioso con il contrattacco, ma è poco utile.
• Calmare l'altro. Il più forte non è chi fa la voce più grossa, ma chi riesce con la sua calma a dirigere la conversazione verso la definizione e la soluzione dei problemi.
• Concentrarsi sulla soluzione del problema. Mettiamo immediatamente a fuoco il problema in atto. Mantenendo la calma aiuteremo chi ci sta di fronte a riconoscere l'inopportunità dei suoi scoppi di rabbia.
• Distrarre l'attenzione. Molte persone al culmine di un accesso d'ira si possono calmare se spostano l'attenzione altrove.
• Allontanarsi. Nel caso in cui fossimo consapevoli di non riuscire ad arginare la rabbia dell'altro, non esitiamo ad allontanarci.

INDICE ARTICOLI

» Torna in Archivio