| CHI SIAMO | NEWS | IN BACHECA | ARCHIVIO | PRIVACY |
In bacheca

» Scopri i nuovi articoli
» Visita l'archivio

News

» Leggi le news

Meta Formazione Srl
Via Golgi n. 5/7
25064 Gussago (BS)
Tel. 030/314913
Fax: 030/3739005

info@metaformazione.it
C.F. e P. IVA 03528760170
R.I..C.C.I.A.A .BS 03528760170
Cap. Soc. 11.000,00


Partners:
Amani.it

Siamo accreditati:
Fondo Forte
ARTICOLI


IL VALORE DELL'EDUCAZIONE

di Emilio Lledò

Io credo che nel mondo dell'informazione, nel mondo dell'informatica che oggi ci domina - e che non possiamo negare: è lì, è una forma della nostra cultura - sussista il pericolo di trasformare il sapere in mera informazione, la conoscenza in mera informazione. Eppure, ciò che caratterizza l'uomo non è tanto il sapere e la quantità di informazioni che può avere - a questo scopo esistono già i cervelli elettronici, i computer - quanto il pensare, la possibilità di pensare, la possibilità di rinnovare il suo sapere, di rivederlo, di ricrearlo. E in una cultura come la nostra, trasformare l'educazione in istruzione significa trasformare gli individui in cumuli, in piccoli nuclei di piccoli saperi assolutamente parziali, senza collegamento con gli altri saperi e con i saperi della realtà totale e con il significato profondo di questi microsaperi.
Stiamo perciò trasformando il mondo in piccole oasi di solitudine: sabbie infinite e solitudini infinite. Anche in Spagna si parlava un tempo di Ministero della Pubblica Istruzione: oggi si chiama Ministero dell'Educazione e della Scienza, abbiamo conservato l'educazione, la parola, se non altro. Ma se continuiamo così, temo che la parola educazione farà la fine delle altre a cui mi riferivo prima: che si cristallizzi, si incartapecorisca, si solidifichi e diventi priva di alcun significato. Perciò credo sia importante coltivare il pensiero. E nell'educazione oggi, nel rapporto fra i professori e gli studenti, nell'organizzazione della scuola, e anche nel mondo dell'informatica e in quello dell'informazione, va stimolato come non mai, guardando al futuro, il pensiero: il pensiero libero, il pensiero che crea il rinnovamento intellettuale. Altrimenti, e magari mi sbagliassi - non sono nessuno per dirlo - credo che siamo condannati a un inaridimento, all'esaurimento del nostro orizzonte di possibilità; credo che saremo condannati a questi piccoli saperi particolari, senza il sapere, senza la conoscenza che li incastona.
Per questo oggi la filosofia - nonostante i molti problemi che il pensiero filosofico ha nel mondo contemporaneo, nonostante tante volte si sia chiesto: "a che cosa serve la filosofia?" - deve porci questi problemi e definire un orizzonte verso il quale proiettarli: l'orizzonte umanista. Non mi vergogno ad usare questa parola, come ho detto, tanto deteriorata. Ma è una parola che discende anche dalla miglior tradizione filosofica greca, da quella tradizione che faceva dire ad Aristotele: "non mi interessa tanto sapere che cos'è la bontà, mi interessa che siamo buoni", ossia, mi interessa che creiamo delle istituzioni, degli spazi pubblici dove la bontà - per usare adesso questo termine - dove lo sviluppo dell'individuo siano possibili, siano realizzabili.

INDICE ARTICOLI

» Torna in Archivio